Stefano Lodoli - Trainer

Muovere il proprio corpo

Tutti possiamo essere sportivi

C’è chi pensa che muovere il proprio corpo sia un’attività adatta solo a un certo tipo di persona. Adatta a chi ha talento per qualche sport o disciplina, a chi ama la danza in ogni sua forma. Anche a chi ama il rischio, la competizione ed è sempre alla ricerca di emozioni forti come scalare una montagna o lanciarsi con un paracadute. Ma non è così. Lasciando da parte il talento e le passioni forti, ogni persona è predisposta a muovere il proprio corpo per trarne beneficio, benessere. Ogni persona, ogni giorno, in ogni momento della giornata, si muove per fare delle cose, muove il proprio corpo per ottenere dei risultati: camminare per andare da una parte, correre quando si ha fretta, fare le scale quando non si può fare diversamente, muovere mani e braccia per prendere degli oggetti, flettersi per raccogliere qualcosa che è caduto. E tanti altri movimenti nella quotidianità che ci fanno vivere e di cui non ci rendiamo più conto.

È proprio questo il problema: l’abitudine a fare certi movimenti ci fa perdere la percezione del nostro corpo, dei nostri muscoli, ed è come se li abbandonassimo, come se il cervello li dimenticasse. Di fatto è quello che succede.

Lo sportivo invece cosa fa? Sente il proprio corpo, ha coscienza dei suoi movimenti, sfida le abitudini quotidiane ed è consapevole che i limiti si possono superare. E sai perché? Perché prova a farlo ogni giorno e nel tempo ottiene la sua risposta positiva. Ho detto nel tempo perché uno sportivo diventa tale solo perché ha pazienza e non si arrende alla fatica e ai risultati che non ottiene immediatamente. Quindi se c’è una predisposizione è soltanto mentale.

In ogni caso, non dobbiamo diventare tutti dei grandi sportivi o leggiadri danzatori o entrare nel Guinness dei primati come scalatori di montagne impossibili! Non è necessario. Quello che è davvero necessario per tutti è MUOVERE IL PROPRIO CORPO, fare attività fisica. E questo già vuol dire essere sportivi.

Fare attività fisica è importante per i bambini, per i ragazzi, i mezz’età, gli anziani e lo è anche per chi ha dei problemi fisici e muoversi diventa più difficile. Soprattutto per loro.

Una cosa che amo molto nel mio lavoro è quel momento in cui, in palestra, durante una mia lezione, una persona qualunque riesce a superare un proprio limite fisico e mentale. A un certo punto tira fuori la forza che fino a pochi giorni prima non pensava di avere, riesce a coordinare bene un movimento, inizia a saltare a corda come non era mai riuscita a fare, fa dieci piegamenti toccando terra con la punta del naso. Succede con l’allenamento costante ma succede da un momento all’altro. È bello sentire la soddisfazione di chi supera un limite fisico o mentale. Per me, ogni volta è una conferma che certifica il mio metodo di allenamento ed è la parte del mio lavoro che mi appaga di più.

Ogni persona ha un suo percorso, ha i suoi tempi e le sue predisposizioni psicofisiche. A volte ha degli obiettivi ben definiti, a volte non ha ben chiaro cosa vuole ottenere da un allenamento fisico, altre volte vuole soltanto fare delle nuove esperienze e mettersi in gioco. In ogni caso, tutti noi anche senza averlo ben chiaro nella testa, ci alleniamo per ottenere dei risultati. Sicuramente per ottenere dei benefici.

Come istruttore, allenatore, maestro, insegnante (ogni disciplina prevede un suo titolo) cerco sempre di favorire l’equilibrio psicofisico dei miei allievi rispettando il loro stile di vita, il loro modo di vedere le cose, proponendo, però, anche altre visioni, dando input in altre direzioni, e consigli specifici quando mi vengono chiesti. Un allenamento può essere personalizzato e non finisce necessariamente in palestra perché è importante anche curare l’alimentazione, rivedere la postura, ascoltare la respirazione. Il mio compito è quello di aiutare le persone a muovere il proprio corpo sciogliendo piano piano ogni tipo di resistenza. Tutto, a un certo punto, diventa naturale.

Ogni persona è unica e può entrare in contatto con il proprio corpo in tanti modi, trovare equilibrio e benessere facendo sport estremi o yoga e meditazione, per esempio. Comunque, è sempre necessario usare un metodo, essere costanti e allenarsi a qualsiasi cosa con intelligenza. Quindi con consapevolezza, concentrazione e nel rispetto del proprio corpo.

Il mio metodo di allenamento è una proposta tra le tante. È un metodo che cresce insieme a me, grazie ai miei studi continui e alla mia voglia di mettermi sempre in discussione. Lo ammetto, sono un rompiscatole-perfezionista e devo sempre aggiustare il tiro, curare un particolare, ampliare la mia conoscenza. Ma il mondo va avanti e aver imparato molto non vuol mai dire aver imparato tutto.

Il mio è un allenamento continuo. I miei esami non finiscono mai.

Stefano Lodoli

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